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Km 20 - a cavallo 7 ore - in mountain bike 5 ore.
Sconsigliato a piedi per chi non svolge attività sportive a livello agonistico.
L’itinerario, adatto sia ai più esperti escursionisti che alle famiglie, copre una vasta porzione di territorio in cui si alternano paesaggi notevolmente differenti. Dal centro ippico di Tzintzighe, ci si immette nel sentiero di Bolisai che discende l'altipiano in una vasta distesa di pascolo arborato in cui risaltano querce secolari. Questo habitat seminaturale, d'importanza comunitaria, conosciuto col termine spagnolo di dehesa; rappresenta uno dei migliori esempi di come le millenarie attività dell'uomo nelle aree mediterranee abbiano concorso alla formazione di ecosistemi e paesaggi funzionali non solo alle attività agro-zootecniche, ma anche al mantenimento di elevati livelli di biodiversità.
Raggiunta la vallata e superate le località Su Padru, Meddàris e Santu Leori, si raggiunge e si guada il fiume Tirso all'altezza di Pedra Lada. Inizia qui la seconda parte del percorso, che segna un aumento della quota altimetrica e della copertura boschiva.
Passando per Sos Lachèddos, Sa Serra, Bonaera e Su nou 'e su erre si percorrono boschi, distese di macchia mediterranea e radure intensamente popolate dalla fauna selvatica sarda, incorniciate in paesaggi mozzafiato. Una piacevole sosta potrà essere quindi osservata presso il Laghetto collinare di Prunaghe, al confine con il territorio di Olzai, prima di dirigere verso Nurache Ruju, dove oltre al più importante edificio nuragico è visitabile anche un'antica fonte.
Nelle vicinanze, ai piedi di una collina ad alta densità di olivastri (alea europaea var. sylvestris), altro habitat forestale d'importanza comunitaria per la tutela della biodiversità, un pranzo tipico potrà essere consumato presso una vecchia caserma campestre recentemente recuperata all'attività ricettiva.
Il terzo tratto dell'itinerario prevede l'attraversamento della vasta pianura alluvionale di Su Campu, caratterizzata dal paesaggio fluviale del Tirso e dalla presenza di praterie steppiche e pascoli mediterranei. Queste distese erbose, create dall'uomo attraverso l'eliminazione della precedente vegetazione forestale ed arbustiva, ma occupate da numerose specie erbacee spontanee, rappresentano uno degli habitat seminarurali più importanti del territorio a livello europeo, tanto che sono classificati come habitat prioritario dalla Direttiva 43/92 della UE.
Guadato il fiume nella località Singràris ed imboccato il sentiero Lonne, ci si addentra in una zona ad alta concentrazione di moderne aziende zootecniche nelle quali la pastorizia tradizionale è parzialmente evoluta in ovinicoltura intensiva.
Passando per il ponte del rio Murtatzolu, affluente del Tirso, e deviando poi per Donnìle, si giunge a Su caraju mannu e Murantoni, prima della visita alle fonti di Lotzorai e Bànzos che preludono al rientro in paese.
[17 giugno 2008]
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