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Dizionario Angius Casalis: Sedilo, la religione
Sedilo era ne’ tempi antichi e nella prima metà del medio evo compreso nella diocesi Fòrotrajense, che poscia fu detto diocesi di s. Giusta, la quale fu in seguito annessa alla diocesi d’Oristano. La chiesa parrocchiale ha per titolare s. Gio. Battista. È di antica struttura, a tre navate, con cupola poscia aggiunta. La facciata presente fu costrutta nel 1705, quando si fecero altri ristauri e aggiunte. La sacristia è poverissima, epperò nelle solennità non si può fare in molta pompa di arredi sacri.
Il parroco ha il titolo di rettore, ed è assistito ne’ suoi officii da cinque preti, a’ quali nel bisogno, o se ne occorrono solenni cerimonie, se ne aggiungono alcuni altri. La quantità de’ frutti decimali si può computare dalla quantità che si semina, dalla fruttificazione, aggiungendosi poscia i frutti pastorali. Le chiese minori nell’abitato sono cinque, e dedicate una a s. Croce, un’altra a s. Antonio, la terza a s. Basilio, la quarta a s. Pietro, la quinta a s. Vittoria. Le chiese rurali sono nove, e hanno per titolari: s. Giacomo, s. Pietro martire, s. Costantino, s. Vittoria di Ziccori, s. Liori, s. Michele, s. Costantino del Campo e la Maddalena. La festa principale de’ sedilesi è per s. Costantino nella prima chiesa così appellata, la quale trovasi in una vallata o concavità alla distanza di 25 minuti dal paese. Quel seno in forma di anfiteatro, ed oltre la chiesa ha un certo numero di case per comodo di novenanti e dà circa 50 logge per vendita di merci, già che quando occorre la festa di s. Costantino si tiene in questo luogo una fiera. È qui la fonte di s. Costantino, della quale abbiamo già fatto menzione. Il tempio è fatto a somiglianza della descritta parrocchiale. Il s. Costantino, cui è dedicata questa, come la chiesa del campo, è il regolo torritano, non l’Imperatore romano, come alcuni pensano. Nelle feste popolari accorrono in Sedilo da’ villaggi circonvicini i forestieri a migliaja, che entrano a ospizio anche in quelle case, dove sono del tutto sconosciuti, e vi sono accolti con gentile cortesia. Non v’ha famiglia, quantunque povera, che in quei giorni non faccia un consumo straordinario di pane fino di semola, paste lavorate, carne, vino, formaggio. Le donne da molti giorni prima vanno occupandosi in questi preparativi e provvisioni; e vi sono delle case, dove non si consuma meno di due ettolitri di schietta semola. Nel paese v’ha una sola bottega di merci.
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