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Popolazione

Dizionario Angius Casalis: Sedilo, la popolazione

Nel censimento della Sardegna pubblicato nell’anno 1846 si notarono in Sedilo anime 2326, distribuite in famiglie 530 e in case 525. Si celebrano ordinariamente 20 matrimoni, nascono 80, muojono 50. I matrimoni si sogliono contrarre dagli uomini nell’età da 22 a 30 anni, dalle donne tra’ 16 e 25. Ordinariamente si effettuano dopo la raccolta dei frutti agrari. Nella bassa classe e professione agricola l’uomo che prende moglie suole esser provvisto di tutti i mezzi per procurare la sussistenza a se ed alla moglie e prole, cioè giogo, cavallo, istrumenti agrari, ed il ricolto: la donna tutto il proprio vestiario, il letto e tutte le masserizie necessarie per una casa. In occasione di matrimonio per uso antico i parenti della sposa le fanno i regali prima di andare alla casa maritale, i parenti dello sposo quando vi entra. Qui avendo essa proferita la consueta formola, volete una figlia? tutti se le appressano e la colmano di felicitazioni e di doni. Quando si combina l’unione maritale di due vedovi, usasi che un gran numero di persone, e non tutti giovani si radunino presso la casa degli sposi e facciano una barbara musica di catene, padelle, campanelli, tintinni.

Siffatta serenata, detta volgarmente tintinella, si prolunga spesso oltre la mezzanotte, e si ripete per otto sere consecutive almeno, perchè se il tempo è buono e la gente non è malinconica per scarsezza di raccolto si prosegue per altre notti. Quando muore qualcuno usasi di porre il cadavere in mezzo la sala sopra una panca, e stando intorno le parenti più prossime piangono, urlano, improvvisano delle strofe in lode delle sue qualità, o in onore della virtù de’ suoi antenati, i quali sono nominati con affettuose evocazioni, come se udissero le loro voci. Le donne vestono nei giorni di gala o di parata gonnella rossa, grembiale nero, casacchino di diversi colori. Lascian vedere la bianchissima camicia tra il corsaletto e la gonnella, cingono la faccia di una bianca benda, che passa sotto il mento, detto volgarmente tiazzola, e calzano bene il piede; ma quelle di classe inferiore non rivestono la gamba, essendo le calzette un lusso conveniente alla classe superiore e ben agiata. È poi da notare questa particolarità sulle stesse donne, che, quando vanno in chiesa portano ordinariamente il lembo della gonnella superiore levato dalla parte davanti fino al petto, e solo lascian cadere nell’entrarvi. Io non saprei dire la cagione di quest’uso. Se si volesse nascondere il seno abbondante doveasi tener coperto anche dentro la chiesa, e poteasi ciò fare in altro modo. Le case sono tutte di un sol piano, costrutte con pietre e argilla, e intonacate di calce solo nella parte interna, composta per lo più di due o tre camere con un cortile, dove si ha del pollame, il majale ed il cavallo sotto una loggia. Le porte (portalis) sono formate di pietre di taglio di color rossastro e tutte arenate.

Le strade non sono in nessun modo curate e in qualche parte nauseosamente immonde. Lateralmente alla chiesa parrocchiale è una piazzetta, la quale potrebbe di molto esser ampliata se si togliesse l’antico cimitero, e fosse abbellita dal verde degli olmi, che in questo suolo allignano molto bene.

 

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